I ferri da maglia sono uno strumento tanto semplice quanto portentoso, perché permettono di realizzare maglioni, sciarpe, colli, cappelli, ogni tipo di abito e persino borse, coperte e complementi di arredo.
In Italia usiamo principalmente i ferri dritti, ma esistono anche ferri circolari a punta corta e a punta lunga, e i ferri a doppia punta.
Vediamo insieme un po’ di storia e per cosa si utilizzano. Non parleremo qui di tecniche di lavoro a maglia, perché il discorso è molto affascinante ma anche “lungo”. Fermiamoci ai ferri 😉
Chi ha inventato i ferri per maglia?
Domanda difficile, questa. Di fatto non sappiamo bene chi li ha inventati. La storia, piuttosto, ha lasciato alcune tracce attraverso le quali è possibile ricostruire alcuni tasselli del lavoro a maglia con i erri. Non inizio dai greci, altrimenti non la finiamo più (guarda però che carina questa statua greca!)
statua greca, che si trova ad Atene, nel Museo del Partenone, Kore n. 670, che sembra indossare un maglione come quello dei nostri tempi.
Se parliamo della maglia ai ferri, e non semplicemente di intreccio di tessuti, una delle prime testimonianze valide risale al IX-X secolo. Si tratta di calze egiziane lavorate in tondo, decorate con un motivo abbastanza articolato, che fa pensare a una pratica già avviata da tempo.
Da un punto di vista iconografico trovo stupefacenti le madonne nord europee, come la Madonna dipinta da Betram di Minden intorno al 1400 su una pala d’altare. Nella scena dell’Annunciazione si vede infatti Maria intenta a lavorare una maglia con 4 ferri, evidentemente a doppia punta. Delicato il particolare della cesta con i gomitoli… mi fa impazzire!
Per quanto riguarda eventuali “reperti”, be’, non ne sono arrivati molti. Da alcune fotografie si evince come in epoca industriale si utilizzassero fili metallici piuttosto spessi, che non hanno nulla a che fare con comodi e moderni ferri per lavoro a maglia. E’ abbastanza probabile che i ferri da lana fossero per lo più in legno duro oppire osso.
Bisogna però distinguere il lavoro a maglia portato avanti per fini produttivi (vendere capi fatti a maglia) dalla maglia intesa come hobby e passatempo. Nell’Ottocento iniziano anche a diffondersi le prime riviste di maglia, in Inghilterra ma anche in Italia.
Se vogliamo, è proprio questo tipo di attività che ha portata a sviluppare lavorazioni particolari, motivi decorativi, punti articolati e schemi: non avendo bisogno di produrre in serie e rapidamente, le donne dedite a questo passatempo hanno potuto sviluppare la maglia come la intendiamo oggi.
E’ proprio in questo contesto, pare, che nacquero i ferri dritti a una sola punta.
Li vediamo ritratti, insieme a Isabella Grant intenta a sferruzzare, su una tela dipinta da Sir Francis Grant tra il 1850 e il 1855.
La maglia ai ferri esplode, però, solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, conosce un periodo d’oro intorno agli anni Sessanta e oggi sta appassionando persone di ogni generazione e di ogni età. Grazie al web lo scambio di informazioni, tecniche, stili è davvero veloce e questo apre a infinite possibilità creative.
Vediamo ora quali sono i tre tipi di ferri: vale la pena imparare a usarli tutti!
Ferri maglia circolari
La magia dei ferri circolari si accende intorno al 1920, anche se i primi modelli apre fossero una specie di incubo, colpa del cavo realizzato con fili metallici. Di lì a poco si passò al filo in nylon e poi ai ferri intercambiabili (ma siamo già negli anni Sessanta).
Oggi si possono trovare ferri circolari “fissi” e ferri interscambiabili di buona qualità. In base al tipo di lavoro si può optare per la punta corta (utile per lavori per bambini, cappellini, colli e rifiniture ecc.) o la punta lunga (perfetta per maglie, maglioni, lavorazione top-down ecc.).
Le punte possono esser in legno, resina, acciaio, alluminio, mentre i cavi sono principalmente in nylon.
A me piacciono perché sono molto comodi, non costringono a tenere le spalle strette e la mia cervicale ringrazia. Posso lavorare ovunque, con discrezione e posso lavorare capi di ogni dimensione. Li preferisco spesso ai ferri dritti, anche quando si tratta dai fare una sciarpa!
Ferri a doppia punta
I ferri a doppia punta sono essenziali quando si deve lavorare in tondo una manica, uno scollo, dei polsini o quando si vogliono realizzare delle calze di lana.
Ferri dritti
I ferri dritti precedono i ferri circolari. La lavorazione richiede spesso che davanti e dietro di una maglia, ad esempio, siano separati, così come le maniche (lavorate a parte rispetto al busto) e i dettagli. E’ pur vero che per piccoli capi, con le giuste accortezze e integrando questi ferri con quelli a doppia punta, si possono costruire lavori molto interessanti.
